Bypass Gastrico
Informazioni per i Pazienti
Regione Lazio - ASL Frosinone
Chirurgia Mininvasiva e dell'Obesità
Responsabile
Dott. Vincenzo Borrelli
Specialista Chirurgia Generale
Dottore di ricerca in scienze chirurgiche
Consigliere nazionale S.I.C.O.B.
Introduzione
Il Bypass Gastrico é attualmente l'intervento chirurgico bariatrico maggiormente eseguito negli Stati Uniti.
Nonostante questo intervento sia di elevata difficoltà tecnica é eseguito in mani esperte anche per via laparoscopica. Consiste nella divisione dello stomaco in due parti: una prossimale e una distale. La prima é una tasca di circa 30cc che riceve il cibo; la seconda, invece viene bypassata insieme alla zona iniziale del piccolo intestino (duodeno e digiuno). La parte di stomaco che non riceve più cibo, rimane attiva e funzionante producendo i succhi gastrici. L'ansa del piccolo intestino (tenue) tagliata viene collegata alla piccola tasca gastrica di 30cc, cosí il cibo passerà dalla tasca gastrica direttamente all'intestino tenue.
La parte terminale dello stomaco bypassato e quindi, l'ansa iniziale bypassata dell'intestino tenue vengono collegate all'ansa distale del tenue, formando una Y. In questo modo, i succhi pancreatici arrivano nell'ansa del tenue che contiene il cibo.
La perdita di peso é garantita dalla restrizione gastrica che induce un rapido senso di sazietà e quindi, riducendo inevitabilmente l'apporto calorico. Inoltre, quando il paziente ingerisce liquidi e cibi ricchi di zuccheri avverte una sintomatologia acuta, caratterizzata da nausea, vomito e sudorazione che prende il nome di Dumping Syndrome.
Dopo l'intervento di bypass gastrico, il paziente necessita di un lungo periodo di riabilitazione all'alimentazione solida; alla dimissione riceverà informazioni circa la nuova dieta "semi liquida" da seguire con gli alimenti consentiti e meglio tollerati nei primi mesi dopo l'operazione. Gradualmente potrà introdurre nuovi cibi solidi a seconda della personale esperienza e tollerabilità.
Seguire attentamente i consigli alimentari e comportamentali suggeriti contribuirà ad ottenere i migliori risultati nella perdita di peso e soprattutto duraturi nel tempo.

Quali i rischi operatori?
E’ necessario conoscere chiaramente i rischi e le complicanze legati all’intervento chirurgico. Il paziente leggerà e firmerà un documento informativo circa l’intervento a cui si sottopone e potrà chiedere maggiori informazioni al chirurgo, qualora avesse ancora dubbi.
Cosa fare prima dell'intervento?
L'iter preoperatorio comune è innanzitutto una visita generale del chirurgo ove si raccoglie peso, altezza, B.M.I., anamnesi familiare, fisiologica, patologica remota e alimentare.
Dopo, il paziente è sottoposto ai seguenti esami clinici per approfondire lo stato di salute:
- Esami ematochimici di routine (Na, K, Ca, P, Fe, Urea, Glu, Crea, PT, Alb, Bil. Tot., Bil. D., Col, HDL, LDL, Tri, AST, ALT, ALP, GT, LDH, CPK, amilasi, PCHE, emocromo con formula, gruppo sanguigno e fattore RH).
- Esami ematochimici speciali (HbsAg, HCV, FT3, FT4, TSH, TG, FSH, LH, PRL, 17-B-Estradiolo, ACTH, Cortisolo libero, Gastrinemia basale, Insulinemia).
- DEXA.
- Rx torace, esofago, stomaco, duodeno a doppio contrasto.
- Ecografia epatica, addominale, pelvica e tiroidea.
- E.G.D.S.
- ECG, Ecocardiografia e consulenza cardiologica.
- Spirometria.
- Visita psichiatrica, endocrinologica e anestesiologica.
Cosa fare dopo l'intervento?
Un'ottimale perdita di peso e il mantenimento di esso nel tempo non dipende unicamente dall'intervento chirurgico ma anche dall'impegno del paziente a collaborare nel tempo con l'equipe medica e chirurgica. Alla dimissione, il paziente riceverà informazioni e consigli circa il nuovo stile di vita da adottare e le nuove abitudini alimentari da seguire rigorosamente, almeno nei primi mesi del postoperatorio.
E' necessario rispettare i tempi e le modalità del follow-up: visite di controllo periodiche, gastroscopia di controllo ed esami ematochimici di routine da esibire ogni sei mesi per accertare lo stato di salute del paziente. Inoltre, sarà utilissimo partecipare alle riunioni mensili di “auto-aiuto” per confrontarsi, sostenersi e consigliarsi. Tutti i pazienti sono invitati a contattare l'Ospedale ogni volta che ne avvertano la necessità.